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La nuova audioguida del British Museum: un test drive

aprile 26, 2016 1:24 am by: Category: multimedia Leave a comment A+ / A-


Lanciata il 1 dicembre 2015, la nuova audioguida del British Museum prometteva di essere rivoluzionaria: un vero salto nel futuro delle audioguide. L’abbiamo provata, ed ecco cosa ci è piaciuto e cosa non ci ha convinto.

Cosa ci è piaciuto

1) la semplicità del processo

Ricevere e restituire l’audioguida è semplicissimo: ci si avvicina al bancone, ben segnalato, si pagano 5 sterline e si riceve l’audioguida nella lingua desiderata senza alcun documento d’identità.


Anche la restituzione è molto rapida: le audioguide si appendono a un muro, senza complicazioni e cerimonie.

2. il device

è leggero e ben fatto, e non sembra avere problemi di batteria. le cuffie sono di buona qualità, come pure lo schermo.

3. La qualità dei contenuti

Questa è l’aspetto più importante, e non ci ha deluso. molti dei commenti sono coinvolgenti, ben recitati (anche in italiano!) e fanno un uso misurato e intelligente delle immagini, usandole raramente e sempre per integrare la comprensione dell’oggetto senza disturbarne la visione.

4. il salvataggio degli oggetti visti

In ogni momento della visita è facile visualizzare l’elenco degli oggetti già visti e spedirseli via mail


Questi dati sono interessati sia per il visitatore che per il museo, e sono naturalmente anche un momento di marketing perché il visitatore viene anche invitato a iscriversi alla newsletter del museo. Manca però l’accento sulla condivisione social, un aspetto oggi sempre più importante.

Cosa non ci è piaciuto

1. la mappa

Una delle maggiori promesse dell’audioguida è quella di aiutare a orientarsi in quell’immenso labirinto che è il British Museum.


Ebbene in questo aspetto la navigazione indoor basata su Google Map lascia decisamente a desiderare: a volte i dati non vengono caricati, altre volte l’utente non viene posizionato correttamente, e in generale tutto il sistema è lontano dall’essere davvero efficace.


Interessante ma molto anni 90 il tentativo di illustrare i percorsi nel museo con foto e didascalie, che ti dicono: “alla terza bacheca gira a destra”. Nice try, ma l’utente è abituato a ben altro oggi grazie alle app.

2. la mancata integrazione col museo

L’impressione è che l’audioguida sia stata “spalmata” sul museo senza che ci sia stato alcun intervento allestitivo, a parte le etichette coi numeri degli oggetti.


Capita quindi che il primo oggetto del percorso “Illuminismo”, il ritratto del fondatore del Museo Sir John Soane sia ben poco illuminato, anzi praticamente invisibile, rendendo le accurate descrizioni dell’audioguida pressoché inutili.

Conclusioni

Nell’insieme l’audioguida vale davvero il prezzo, specie per i contenuti audio che sono davvero di alto livello e per il buon uso delle immagini. La grande quantità di contenuti suggerisce di spezzare la visita del Museo in più giornate, in modo da approfondire solo alcune aree per volta; a 5 sterline è fattibile. Aspettiamo quindi le vostre impressioni!

 

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