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Albrecht Dürer. Il privilegio dell’inquietudine

January 17, 2020 5:26 pm by: Category: Dai musei, mostre Leave a comment A+ / A-

Nonostante abiti in Romagna ormai da diversi anni ho visto solo oggi questo luogo, il Museo Civico delle Cappuccine, per la prima volta.

L’occasione è la mostra dedicata ad Albrecht Dürer e le 120 opere grafiche provenienti da diverse collezioni pubbliche e private. L’esposizione vuole raccontare il suo percorso, per coglierne i vari aspetti, umani e artistici. Il nostro viaggio parte così dalla dalla Germania gotico e medievale.

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Immagini dalla mostra

Albrecht Dürer, figlio di un orafo, sotto l’influenza intellettuale di Willibald Pirckheimer, sviluppa i suoi primi interessi verso l’Arte Rinascimentale Italiana e la sua concezione di spazio e bellezza. Da qui partirà tutta la sua ricerca teorica e scientifica. Le sue origini gli permettono di trovare nell’arte incisoria, xilografie successivamente bulino, il mezzo perfetto per trasmettere una nuova iconografia, non solo di stampo religioso.

Tra le varie opere che si posso osservare troviamo Sant’Eustachio, il San Girolamo nello studio, La morte e il diavolo e il ciclo dell’ Apocalissse (si è presente anche I quattro cavalieri dell’Apocalisse, una delle mie preferite).

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i Cavalieri dell’Apocalisse

Nell’ultima sala troviamo invece lei, la Melanconia, forse l’opera più famosa e carica di significati. Una sorta di ritratto spirituale dell’artista, una riflessione sull’arte e l’animo umano. Da notare anche la presenza di un quadrato magico, molto complesso, una sorta di gioco numerico. Per esempio, troverete nei numeri centrali i numeri 1514, data in cui l’opera è stata creata.

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La Melanconia e la Madonna del Patrocinio

In esposizione scopro inoltre un’altra opera, diversa per tipologia ma altrettanto interessante: la Madonna del Patrocinio che l’artista dipinse intorno al 1495. Oggetto di venerazione presso le suore Clarisse Cappuccine, del monastero di Bagnacavallo, l’opera venne da loro custodita fino al 1961. Acquistata nel 1969, e poi restaurata con cura dopo anni di inconsapevole usura, è ritornata per l’occasione nel suo paese di origine.

Vi consiglio inoltre, di proseguire la visita e dare un occhio alla selezione di opere esposte di maniera permanente all’interno della struttura che spazia dal 1600 fino al Novecento. Tra le varie opere interessanti vi segnalo alcuni artisti: Agostino Mitelli, Pietro Paltronieri, Virgilio Guidi, Mario Bocchini e Sonia Micela.

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Opere della Collezione Permanente

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