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Le neuroscienze come nuova opportunità per i musei

marzo 31, 2020 2:23 pm by: Category: allestimento, Dai musei, Senza categoria Leave a comment A+ / A-

Di Nicoletta Bea.

Grazie alle recenti scoperte neuroscientifiche, musei e istituzioni culturali possono migliorare il loro impatto sul pubblico.
È capitato infatti a chiunque di uscire da una lunga visita per le sale di un museo e di ricordarsi poco o niente di quello che si è appena visto o di sentirsi frustrati.
Queste sono manifestazioni del fenomeno definito “affaticamento da museo” che è responsabile per l’appunto di scarsa persistenza mnemonica delle opere e dei contenuti appena visti, nonché di un possibile senso di inadeguatezza e frustrazione.
Questo avviene perché, spesso, gli spazi museali non sono organizzati tenendo conto delle capacità cognitive umane.
I risultati degli esperimenti neuroscientifici, in forte espansione, possono venire in aiuto alle istituzioni culturali, suggerendo man mano possibili cambiamenti e riflessioni per rendere gli spazi e le visite più coinvolgenti e stimolanti. Insomma più a misura di apprendimento umano.

Studio nelle sale del Peabody Essex Museum, a Salem, nel Massachusetts. Fonte: https://www.leisureopportunities.co.uk/news/Neuroscience-gets-into-the-mind-of-the-museum-visitor/343212

Studio nelle sale del Peabody Essex Museum, a Salem, nel Massachusetts. Fonte: https://www.leisureopportunities.co.uk/news/Neuroscience-gets-into-the-mind-of-the-museum-visitor/343212

I continui progressi tecnologici nel campo del brain imaging hanno permesso alle neuroscienze di diffondersi rapidamente e negli ultimi decenni di interessarsi all’arte e agli ambienti museali.

La neuroestetica, così viene definita questa nuova disciplina, si occupa infatti di studiare le basi neurali sottese alla percezione delle opere d’arte.

I suoi risultati sono di grande importanza perché dimostrano come l’esperienza estetica sia un processo multilivello che supera un’analisi puramente visiva delle opere d’arte e in cui veniamo coinvolti fisiologicamente.

Si è scoperto come all’interno dell’esperienza estetica siano coinvolti meccanismi cognitivi, emotivi e sensomotori; influenzati dalla cultura, dall’esperienza individuale e dal contesto e come la mente ricopra un ruolo totalmente attivo.

Conoscere i processi sottesi ci permette di poterli sollecitare per accrescere il coinvolgimento e la comprensione da parte del pubblico. È una grande opportunità per musei e istituzioni culturali.

Una volta che si conosce il funzionamento della nostra mente è importante tenerne conto per creare ambienti culturali sempre più stimolanti e all’avanguardia, che agevolino la conoscenza e la crescita personale.

I messaggi che cultura e arte trasmettono non sono facili, anzi, ma fa parte dei loro compiti. Non bisogna semplificare il messaggio, si verrebbe meno agli scopi, è opportuno rendere più a misura d’uomo i canali di fruizione.  Questo permette di raggiunge davvero le persone e di trasmetter loro qualcosa.

Adattare il canale di comunicazione, è questo che le neuroscienze permettono di fare.

Creare ambienti di questo tipo è un vantaggio per tutti, per chi già frequenta questi luoghi, per i potenziali pubblici e per le istituzioni.

Una best practice in questo senso è il Peabody Essex Museum, in Massachusetts, tra i primi musei al mondo ad aver applicato concretamente i risultati neuroscientifici nelle proprie sale espositive e la prima istituzione museale ad avere un neuroscienziato stabile nel proprio staff.

Non è indispensabile che tutte le istituzioni assumano un neuroscienziato ma è molto importante che tengano conto dei risultati neuroscientifici ottenuti in campo museale e, quando ci sia la possibilità, si studino le reazioni del pubblico all’interno di una struttura specifica.

È così che ha fatto, per esempio, Intesa Sanpaolo Innovation Center insieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. A fine 2017, all’interno del progetto Arte e Innovazione, si è concentrata sull’impatto emotivo di alcune opere d’arte esposte presso Gallerie d’Italia Milano. Nel 2019 invece, si è interessata alla dimensione esperienziale del percorso di visita del Cenacolo Vinciano sempre a Milano. In entrambe le occasioni si è rivolta a TSW, società specializzata in neuromarketing.

Per approfondire: scarica in PDF la tesi magistrale su musei e neuroscienze di Nicoletta Bea

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