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Musei contro il Coronavirus: come organizzare una visita virtuale con Google Arts & Culture

March 17, 2020 10:34 pm by: Category: accessibilità, Dai musei, web Leave a comment A+ / A-

Di Giuliano Gaia, InvisibleStudio

In questi ultimi giorni molti musei chiusi dall’emergenza virus stanno organizzando iniziative online per non fermarsi, dalla Pinacoteca di Brera alle Gallerie d’Italia, usando prevalentemente i profili social come Instagram e Facebook.

Vogliamo condividere con voi alcuni consigli che abbiamo ricavato dall’organizzazione di una visita virtuale allo splendido Museo Poldi Pezzoli di Milano per un gruppo di circa 20 studenti del Master in Management della Cultura e dei Beni Artistici di RCS Academy, attualmente sparsi in tutta Italia.

Molti dei musei attualmente chiusi dalla crisi del Coronavirus scelgono di condividere video dalle loro gallerie attraverso Instagram o Facebook Live. Questa è una buona opzione se lo staff può fisicamente accedere alle gallerie attualmente chiuse; nel nostro caso però abbiamo scelto di organizzare una visita totalmente virtuale, approfittando del fatto che il museo è già online con numerose panoramiche realizzate da Google Arts & Culture.

Il concetto della visita virtuale è semplice: una guida del museo connessa da casa sua che esplora il museo su Google Arts&Culture condividendo lo schermo con gli studenti in remoto usando un software di videoconferenza.

In confronto a una visita trasmessa direttamente dalle gallerie ci sono vantaggi e svantaggi.

I principali vantaggi sono:

1) non dovendo andare nelle gallerie fisiche c’è molta più flessibilità in termini di tempistiche e organizzazione.

2) è possibile utilizzare le immagini ad altissima qualità realizzate da Google Arts&Culture, mentre in media le immagini realizzate con uno smartphone tipiche delle sessioni live non sono altrettanto belle.

3) l’audio è normalmente migliore dalla propria scrivania che all’interno delle gallerie (rimbombi, ecc.)

Uno svantaggio significativo è che le immagini a 360° di Google Arts&Culture tendono a invecchiare abbastanza in fretta, man mano che il museo cambia posizione ad alcune opere, apre nuove gallerie, ecc. E’ importante quindi segnalare subito questo aspetto, e anzi utilizzarlo come messaggio educativo per mostrare che i musei sono istituzioni vive, in continua mutazione.

Cone software di teleconferenza abbiamo usato Zoom, una delle scelte più comuni. Zoom è potente e facile sia da usare che da far installare. Il problema è che la versione free limita le sessioni a 40 minuti. Esistono molti altri software, come Skype, Hangouts, Teams ecc. l’unica cosa importante è esercitarsi bene sul programma prima di effettuare la visita.

Visita di test

Visita di test

Per questo motivo abbiamo organizzato delle visite di prova prima della visita ufficiale, usando diversi membri dello staff in modo da simulare l’interazione di un gruppo. Come per ogni evento, reale o digitale, un’accurata preparazione è essenziale. L’imprevisto è sempre in agguato, specie online, per cui abbiamo raccomandato alla guida di continuare la visita in caso di problemi, per evitare di “impantanarsi”; ad esempio se non fosse stata in grado di posizionarsi in modo ottimale davanti a un quadro, meglio accontentarsi di una visione meno buona o al peggio cambiare quadro, piuttosto che infliggere ai visitatori diversi tentativi di posizionamento. In generale poche cose sono più noiose che osservare qualcuno che non riesce a far funzionare correttamente un sistema digitale.

Le persone connesse da casa dovrebbero avere il video attivato ma il microfono in muto.
Il video attivato è importante perché dà alla guida e agli altri partecipanti la sensazione che le persone siano effettivamente presenti e coinvolte – se lo schermo resta nero si ha sempre il dubbio che l’utente se ne sia andato o stia facendo altro, e questa sensazione diminuisce la piacevolezza dell’interazione. Inoltre per la guida è importante avere feedback dal proprio pubblico, ad esempio se si dice una battuta. Il microfono in mute invece è necessario non appena il gruppo comprende più di 2 o 3 persone, perché ogni rumore ambientale, tanto più probabile in questi giorni di convivenze forzate, rischia di disturbare la visita di tutti.

La guida dovrebbe avere un computer abbastanza potente perchè la condivisione di schermo unita alla navigazione nelle foto a 360° su Google Arts&Culture richiedono molte risorse. La connessione dovrebbe essere rapida e affidabile – tenete comunque uno smartphone o un hotspot via SIM sempre a disposizione come connessione di emergenza. La guida dovrebbe avere anche cuffie con microfono per offrire una migliore esperienza audio ai visitatori ed eliminare ogni possibile effetto feedback.

Per quanto riguarda l’interazione con i visitatori, si può scegliere se averla via chat, con i visitatori che pongono le domande per iscritto, o via audio, con i visitatori che tolgono momentaneamente il Mute dal microfono per porre la domanda. Personalmente suggeriamo la modalità audio, perché non costringe la guida a occuparsi anche della chat, e ricorda di più l’interazione di una visita reale.

E’ buona norma registrare la visita virtuale (molti sistemi di videoconferenza offrono questa possibilità) in modo da poterla lasciare come referenza agli studenti dopo la visita, poterne usare dei pezzi come un “trailer” per il marketing, e poterla studiare successivamente per identificare aspetti da migliorare.

Per quanto riguarda lo svolgimento della visita, come sempre è la qualità della guida umana l’elemento più importante. Una guida esperta, briosa, coinvolgente, sorridente, dalla voce chiara, non monotona e in grado di strutturare una visita arricchente e divertente al tempo stesso è sempre e comunque ciò che rende l’esperienza interessante e memorabile.

E’ importante per la guida riuscire a tenere alta l’attenzione dei partecipanti anche in un contesto così diverso dal solito, e questo si può ottenere in diversi modi:

1) muovendosi nella stanza e guardandosi intorno, evitando di fermarsi per lunghi e periodi a parlare da una sola angolazione

2) usando il puntatore del mouse (che viene mostrato nella condivisione di schermo) come elemento per direzionare l’occhio su determinati dettagli. In questo modo un’immagine fissa non diventa noiosa, perché l’occhio ha qualcosa da seguire

Foto antiche del Poldi Pezzoli

Foto antiche del Poldi Pezzoli

3) preparando contenuti extra rispetto alla visita, come immagini o brevi video (attenzione che l’audio può risultare problematico a seconda del sistema utilizzato). Nel nostro caso, la guida aveva preparato alcune immagini molto drammatiche del museo prima e dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Google Arts&Culture infine offre una meravigliosa possibilità: quella di zoomare le immagini di alcuni quadri digitalizzati ad altissima qualità fino a mostrare dettagli estremamente minuti. Questo aspetto è decisamente uno dei più significativi della visita virtuale, perché permette di mostrare aspetti delle opere difficili da apprezzare anche durante la visita “reale”. Nel nostro caso, ad esempio, poter vedere con chiarezza lo spillone nei capelli della Dama del Pollaiolo,  normalmente quasi invisibile, o la levigata lucentezza delle perle nella sua acconciatura è stato davvero emozionante.

Dettagli della Dama del Pollaiolo

Dettagli della Dama del Pollaiolo

In conclusione, la crisi causata dal Coronavirus sta colpendo duramente il nostro settore costringendolo a esplorare rapidamente nuove vie di comunicazione col proprio pubblico. Niente può sostituire l’esperienza di una visita reale, ma in futuro tour virtuali potrebbero essere comunque offerti a pubblici speciali, come i disabili impossibilitati a muoversi da casa o scuole geograficamente lontane dal museo. In questo caso avremmo almeno qualche lascito positivo da questo duro momento che stiamo vivendo.

Gli autori desiderano esprimere un ringraziamento speciale a Stefania Rossi, responsabile Comunicazione e Promozione del Museo Poldi Pezzoli e Monica Lanaro, coordinatrice di Google Arts&Culture Italia per aver reso possibile e arricchito l’esperienza con le loro testimonianze e  Chiara Matelli per essersi tuffata con entusiasmo nel ruolo di guida virtuale.  

 

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