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Bunkart: un museo sulla polizia segreta comunista


L’ex dittatore albanese Enver Hoxha era ossessionato dai bunker, tanto da averne costruiti oltre 170.000 piazzati in tutto il paese. Uno di questi bunker, nel centro di Tirana, è stato trasformato in un museo della memoria, dedicato alla storia della famigerata Sigurimi, la polizia segreta comunista.

Il nome di questo museo è Bunkart 2, e noi lo abbiamo visitato.


La struttura interna è quella che ti aspetteresti da una fortezza sotterranea: un labirinto di corridoi e piccole stanze umide, un mondo claustrofobico in cui ci si sente a metà strada tra la vita e l’aldila’, come nel magnifico film La Caduta sugli ultimi giorni di Hitler.


Ogni piccola stanza è dedicata a un tema, ed è musealizzata con mezzi semplici ma efficaci: video d’epoca in loop, effetti sonori, sagome di cartone, armi esposte dentro e fuori le bacheche.


I manichini sono sensatamente utilizzati solo con il volto mascherato, per evitare l’effetto “museo delle cere”.



Le stanze dedicate alla sorveglianza segreta sono le più impressionanti, e mostrano non solo l’enorme fantasia maligna nel piazzare microspie, ma anche una ricostruzione di camera d’albergo per i (pochi) visitatori stranieri con tanto di annessa camera segreta per le spie.


Alcune stanze usano meccanismi emotivi d’impatto, come la stanza degli interrogatori, in cui la luce si spegne e si accende seguendo il ritmico battere dei tasti di una macchina da scrivere al centro della stanza, inquietante riferimento alle confessioni estorte ai prigionieri.


Bunkart 2 non mostra solo oggetti d’epoca, ma anche interpretazioni contemporanee della dittatura; particolarmente inquietante è la “macchina della dittatura”, una grande scultura sulla propaganda e la coercizione.



Infine, come sempre una nota sui bagni, che rispettano l’estetica del bunker, con sanitari poveri e porte schematiche.

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