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La fine dei Qr-code nei musei? Arriva ArtGuru

di Alessio Vitelli

Are you an art lover?

La risposta se ci si trova in un museo potrebbe essere scontata. Ciò nonostante ArtGuru prima di essere scaricato dal sito ci tiene a porre questa domanda. La nuova app in beta-testing progettata da Veezeon Ltd, guarda al futuro dell’accessibilità nei musei integrando una guida dedicata e personalizzata agli smartphone dei visitatori. Tutto ciò che bisogna fare è inquadrare con la fotocamera l’opera, senza scattare alcuna foto, e il sistema riconosce il dipinto e i contenuti dedicati, che possono essere letti o ascoltati tramite l’ audioguida integrata nell’app. Ad oggi il progetto è applicato a quattro importanti musei europei di cui uno italiano: il Louvre di Parigi, il Muspac de L’Aquila, l’Artmoorhouse e il Courtauld di Londra. La Veezeon Ltd é una start-up inglese, e la sua sede è a Londra. Abbiamo intervistato l’amministratore delegato Marco De Sanctis, per conoscere meglio l’app e la sua diffusione.

– Quali sono i dati di utilizzo di ArtGuru? E’ ancora in fase di test, o avete già una diffusione importante? Quali sono i feedback a riguardo?

“ArtGuru – Louvre Edition fino ad oggi ha totalizzato migliaia di utenti sulla sola versione Windows Phone.


Un particolare dell'app Louvre Edition

Un particolare dell’app Louvre Edition


Si tratta di un risultato eccezionale, se pensiamo che non abbiamo un endorsement ufficiale e non abbiamo investito un centesimo in pubblicità: in realtà l’obiettivo di quel prodotto è mostrare al mercato ciò che ArtGuru può fare: se è in grado di gestire la collezione del più visitato e importante museo del mondo, è adattabile a qualsiasi altro scenario. I feedback dei nostri utenti sono ottimi, ma l’idea piace soprattutto ai musei con cui, in fase di beta-testing, abbiamo iniziato a collaborare: la possibilità di agire direttamente sui contenuti, di avere statistiche sui propri visitatori o di sfruttare le funzionalità di cross-selling che saranno presenti nella prossima versione, per loro è assolutamente impagabile.”

– L’ applicazione sembra lavorare in offline giusto? Bisognerà scaricare dei pack di dati per i musei a cui la app è stata dedicata. E’ un vantaggio o uno svantaggio per il museo e per gli utenti? Funziona solo in questi luoghi?

“Al momento sì, il vantaggio per il museo che ci adotta è quello di limitarsi a fornire un servizio wifi solo nell’area della biglietteria, senza dover quindi coprire tutta la superficie espositiva. In questo modo anche i visitatori provenienti dall’estero potranno godere del prodotto senza pagare tariffe di roaming; come immaginate, si tratta di una caratteristica fondamentale per i musei che hanno un pubblico internazionale. Il nostro obiettivo è quello di allargare il più possibile la nostra offerta e far aderire il maggior numero di musei alla piattaforma.”

– La Veezeon Ltd si occupa anche dei contenuti? Lavorate a stretto contatto con il museo? 

“Assolutamente. Noi mettiamo a disposizione del museo un portale web tramite cui possono controllare al 100% sia i contenuti che le statistiche sui visitatori e su cosa apprezzano della loro collection. Questo apre scenari che non sono praticabili con le audioguide tradizionali: supportare una mostra temporanea, per esempio, è solo questione di fare l’upload delle foto e scrivere i testi. Eventualmente, sia con il nostro staff, sia con partnership esterne, siamo in grado di fornire sia il servizio di creazione contenuti che quello di traduzione nelle varie lingue che il museo vorrà supportare.”


Marco De Sanctis a Barcellona in una presentazione ufficiale di ArtGuru

Marco De Sanctis a Barcellona in una presentazione ufficiale di ArtGuru


– Qual è il futuro di questa applicazione? Proporrete nuovi Musei?

“Abbiamo da pochissimo avviato una campagna di affiliazione, per cui qualsiasi museo potrà entrare a far parte della nostra piattaforma a condizioni estremamente vantaggiose, semplicemente iscrivendosi alla beta sul sito http://cms.artguru.me e, in questa fase, ci tengo a sottolinearlo con enfasi, il tutto senza alcun costo up-front. Parlando di tecnologia, invece, nei prossimi giorni abbiamo in programma il rilascio di una nuova versione di ArtGuru con una grafica e una user experience completamente ripensata, oltre che alla versione Android, che puntiamo ad avere disponibile per fine estate. Abbiamo anche un prototipo di ArtGuru per Google Glass, che abbiamo avuto modo di mostrare e far provare al pubblico durante Mobile World Congress a Barcelona, dove siamo stati invitati da UCL (University College London). Pensiamo che Google Glass sia il dispositivo ideale per ArtGuru e ci saremo sicuramente per il lancio al pubblico. E ovviamente ci saranno anche tutti i nostri musei!”

Aggiungo che nonostante la modalità offline, tra i punti forti ci sarà la possibilità (immancabile ormai) di condividere a posteriori tutta la propria esperienza nel museo sui maggiori Social. L’app propone anche una mappa interattiva del museo che guida l’utente alla scoperta delle opere collezionate. Conoscendo l’ubicazione di ogni quadro, dopo averne inquadrato uno, l’app farà comparire una mappa indicando la nostra posizione all’interno del museo, offrendo una preview di alcuni dipinti che potrebbero interessarci o per vicinanza fisica, o per tematismo o autore e ci indicherà la strada per raggiungerli.

Anche se non ho ancora testato l’app, il progetto mi sembra indubbiamente interessante sopratutto per la sua leggerezza. Il museo non ha bisogno di adattare la sua esposizione con installazioni di supporto all’app, ne tantomeno deve garantire una connessione in ogni punto dell’edificio, rendendo più facile, economica e veloce l’adesione al progetto (pensate ad una mostra temporanea per esempio). Personalmente leggendo di ArtGuru ho subito pensato che un’ app del genere trovi la sua migliore applicazione nei Google Glass, ed è buon auspicio sentire Marco De Sanctis parlare del futuro di questa app proprio su questa nuova tecnologia, poiché sembra essere la più adatta a concretizzare la leggerezza del progetto.

A mio parere la Veezeon Ltd potrebbe dimostrare ancor più lungimiranza integrando in questa fase di beta-testing con i Google Glass l’accessibilità ai non udenti. Progettando e sviluppando infatti in parallelo l’applicazione di video in LIS (Linguaggio dei Segni) per ogni contenuto dedicato alle opere (come già avviene al Museo Egizio di Torino, raccontato in questo articolo), l’offerta tecnologica di quest’app risulterebbe ancor più attraente per i musei, che potrebbero finalmente sciogliere alcuni dei tanti nodi legati all’accessibilità dell’offerta culturale.


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